“Il tennis italiano vive un buon momento. Jannick Sinner? Ha talento e la testa giusta. E’ logico che tutto il movimento aspetti un top ten dopo 40 anni. Per una nazione come la nostra è un dovere tornare ad avere un big”. E’ ottimista Riccardo Piatti, il coach più vincente del tennis tricolore che nel weekend al circolo di Borgotrebbia ha tenuto uno stage ad altro rendimento che, come sempre, ha entusiasmato i giovani atleti. Oltre al forte croato Borna Coric (attualmente numero 12 del mondo), Piatti da quattro anni studia da vicino anche il 17enne altoatestino Sinner, fresco vincitore del Challanger di Bergamo e dell’Itf di Trento (11 vittorie in due settimane), un vero predestinato.
Coach, il 2018 ha visto l’exploit di Cecchinato ed è stata una buona stagione. Come giudica il momento del movimento maschile?
“Il tennis maschile è in crescendo, ci sono parecchi ragazzi che possono giocare ad alto livello, penso a Cecchinato, Fognini, Berrettini, Seppi, Bolelli, Napolitano, Donati. E poi c’è un gruppo di più piccoli tra cui anche Sinner e Musetti. La Federazione sta investendo tanto nei challengher e nei future e questo aiuta i ragazzi ad avvicinarsi al professionismo che per me è rappresentato dalle prime 150 posizioni del mondo. E’ stando a quei livelli che si guadagna per mantenersi”.
Quindi presto avremo un top ten?
“Mi meraviglio che una nazione come la nostra da 40 anni non ha un giocatore nei primi dieci (l’ultimo fu Corrado Barazzuti, ndr), l’Italia deve averlo. E noi stiamo lavorando per questo. Il nostro tennis cambierà in meglio se prdourrà un giocatore con le carte in regola per vincere un master 1000 o uno Slam. Il fatto che in questo momento ci siano tanti giocatori di buon livello aiuta la competizione e quindi la crescita”.
Possiamo riporre le speranze in Sinner?
“Sinner è all’inizio di un percorso. Come centro Piatti Tennis Team a Bordighera l’abbiamo avuto da quando aveva 13 anni, è un investimento importante per la sua crescrita. Ora se ne stanno accorgendo gli altri, ma noi sapevamo già che avevamo di fronte un ragazzo dotato. Bisogna dargli tempo e scegliere i percorsi giusti. E avere pazienza. La crescita di un giocatore non è basata solo sul risultato. I giocatori sono forti se riescono a stare al top per più tempo possibile”.
Come Djokovic insomma?
“Novak è molto forte mentalmente e fisicamente. Sostengo da tempo che batterà i record di vittorie di Federer e dei più grandi. Djokovic, come anche Roger e Nadal, è un ragazzo che vive di tennis 24 ore su 24. Ogni azione è finalizzata al tennis che viene messo al primo posto nella scala di priorità della vità. Non dico che tutti debbano fare questo, ma solo così si può stare al top per tanto tempo in questo sport”.
Ai ragazzini che ha visto in questi giorni cosa consiglia?
“Prima di tutto di divertirsi e di migliorare. A prescindere dal tempo che tu gli dedichi, il tennis resta un mezzo per crescere nella vita. E’ vero, è uno sport da solisti e da gente con un grande spirito individualista. Ma quello che mi piace di questo sport è che aiuta ad affrontare le difficoltà della vita”.




