Gustavo Spector all’inaugurazione del Bakery Padel della Tennuoto

In campo Gustavo Spector, l’allenatore della nazionale italiana di Padel.

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Che siate agonisti, amatori, tennisti, calciatori, ragazzini, uomini attempati, ex sportivi un po’ rottamati o signore di ogni età, non abbiate alcun timore: «Il padel è magico ed è per tutti».

Miglior spot per questa disciplina che sta riscuotendo sempre più successo anche in Italia non poteva esserci: al Bakery Padel della Tennuoto di San Nicolò (Rottofreno) si è tenuta l’inaugurazione del nuovo campo da padel tennis (o paddle) alla presenza di Gustavo Spector, l’allenatore della nazionale italiana di Padel. Diversi appassionati hanno partecipato alla lezione pratica che Spector ha tenuto al circolo, sul campo fortemente voluto dal maestro di tennis di casa, Fabio Galazzi, e finanziato da Marco Beccari, il presidente della squadra di basket neopromossa in A2 contagiato dalla padel-mania. E dalle prime settimane di vita, considerato l’ottimo afflusso di giocatori, la scelta sembra sia stata azzeccata.

«E’ importante tenere queste lezioni di padel in giro perché la gente è molto curiosa e vuole sapere che tipo di sport sia – ha spiegato Spector – questa del Bakery Padel era un’occasione da non perdere per introdurre questa disciplina alla gente».

Sport nato in Argentina e importato in Europa dalla Spagna dove spopola, il padel si pratica con una racchetta in carbonio e una palla. Si gioca su un campo simile a quello del tennis con i muri che fanno parte dell’area di gioco, quindi se la palla rimbalza su di essi può esser respinta con la racchetta. Spector non ha dubbi sul fatto che non sarà una meteora: «In poco tempo i numeri di tesserati sono già impressionanti, continuano a nascere nuove strutture, può solo crescere. Basta provare una volta per rendersi conto della magìa di questo sport: mentre il tennis o lo squash sono più esclusivi, il padel lo può pratciare anche uno che non ha mai fatto nulla. Basta giocarci due-tre volte e ci si diverte come matti senza contare i grandi benefici che derivano da un’attività fisica intensa (il rilascio dell’endorfina) perché nel padel la palla non cade mai e quando hai finito di giocare sei felice e più magro (sorride). Non va poi dimenticato che giocando sempre due contro due aiuta a socializzare. E’ un mix di benessere e divertimento».

Spector si è detto poi orgoglioso di essere il selezionatore della nazionale italiana che ad ottobre sarà impegnata nel campionato mondiale in Paraguay. E il pensiero non può che andare al “nostro” Simone Cremona, 30 anni di Pontenure, numero uno del padel italiano. «Simone è un grande giocatore, l’ho già convocato in nazionale. E sicuramente è uno di quelli su cui puntare in futuro. Ma per le convocazioni c’è ancora tempo».

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